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Scopri il credito d’imposta per il Mezzogiorno!

La legge di stabilità 2016 ha istituito a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, un credito d’imposta ed agevolazioni fiscali per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno.

Il decreto legge 243/2016, convertito dalla legge 18/2017, ha modificato la disciplina del credito d’imposta per gli acquisti effettuati a decorrere dal 1° marzo 2017, innalzando le aliquote, aumentando l’ammontare massimo agevolabile, estendendo l’agevolazione all’intero territorio della Sardegna e prevedendo la cumulabilità del credito d’imposta con altri aiuti di Stato.

Chi può richiedere questo tipo di agevolazioni fiscali?

Possono beneficiare del credito d’imposta le imprese, in relazione a progetti di investimento localizzati nelle regioni meno sviluppate o in quelle in transizione, ossia Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Abruzzo.

L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà secondo la definizione comunitaria.

Per le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, che acquisiscano beni strumentali nuovi, l’agevolazione è concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore.

Quali sono le spese agevolate con il credito d’imposta?

Il credito d’imposta può essere concesso solamente agli investimenti in beni strumentali nuovi (anche mediante contratti di locazione finanziaria) effettuati dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019 per:

  • la realizzazione di un nuovo stabilimento
  • l’ampliamento di uno stabilimento esistente
  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento
  • la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
  • la riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito (pertanto vanno considerati esclusi tutti gli investimenti che non realizzino una fattispecie di investimento iniziale come ad esempio sostituzione di singoli beni strumentali.

NB: sono esclusi dalle agevolazioni fiscali gli investimenti in immobili e veicoli. 

Che tipo di agevolazioni fiscali vengono concesse con questo bando?

La normativa previgente prevedeva agevolazioni fiscali nella misura massima del:

  • 20% per le piccole imprese
  • 15% per le medie imprese
  • 10% per le grandi imprese

Con l’applicazione del nuovo modello, invece, sono state aumentate le aliquote per tutti i tipi di impresa, che dal primo marzo raggiungono la misura massima del:

  • 45% per le piccole imprese
  • 35% per le medie imprese
  • 25% per le grandi imprese

Le agevolazioni fiscali spettano per investimenti di importo massimo pari a:

  • 5 milioni per le piccole imprese
  • 5 milioni per le medie imprese
  • 15 milioni per le grandi imprese

Come si utilizza il credito d’imposta per ottenere delle agevolazioni fiscali?

Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta.

 

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